La Ca’, i racconti del Resegone, di Marco Simi (un regalo per me dalla Rete)

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Si  spendono molte parole per criticare la Rete. La Rete è pericolosa, porta a illusioni, a relazioni effimere o pericolose. Non c’è molto di buono nella Rete e quel poco va valutato attentamente.

Non dico che non sia vero.

Da quando navigo in questo mare virtuale ho incontrato un po’ di tutto. Ma non mi sento di demonizzare completamente questo fantastico mezzo di comunicazione e informazione. Certo, le relazioni si fanno virtuali, il che spesso equivale ad effimere. Amici che vanno, amici che vengono… magari anche amori che vanno e vengono.
Le mie esperienze personali mi hanno portato a prendere ciò che la Rete mi offre con slancio e prudenza e, dopo qualche batosta, a non soffrire per eventuali delusioni. La Rete ingoia ciò che prima ti ha regalato, spesso a ritmo vertiginoso.

Sia. Non per questo bisogna tirarsi indietro, la Rete è il mondo intero, oggi, e anche di più, e noi ne facciamo parte.

La Rete porta ogni tanto delle sorprese impagabili.

Vorrei regalarti un libro.

Una mail, un giorno, mi annuncia questo desiderio.

Mi piacerebbe che lo leggessi. È di un caro amico, parla di cose semplici, come fai tu. Io penso che ti conquisterebbe.

Un regalo da qualcuno che nemmeno conosco, se non per pseudonimo.
Un regalo senza secondi fini, con la semplicità delle persone sincere e motivazioni spiazzanti.
Va bene, ho detto, sorpresa. Un libro è sempre ben accetto. E questa voglia di donarlo proprio a me, senza altro scopo che non quello di farmi una cosa gradita, di condividere qualcosa di bello, m’impressiona e mi commuove.
C’è ancora del buono, a questo mondo.
C’è qualcuno che offre e non chiede nulla.

Ma che libro sarà mai? Chi l’ha scritto? Di che parla?

I misteri si risolvono presto.

Il libretto, piccolino ma ben curato, s’intitola La Ca’, i racconti del Resegone, edito da Itaca editore. L’autore è un certo Marco Simi.

Ok, mi dico, non è un best seller, non ho visto recensioni in giro, i lit-blog non ne parlano, l’autore mi è sconosciuto.
La cosa m’intriga ancora di più e cerco informazioni. Ne ricevo in parte dal generoso amico che mi ha fatto questo bel dono, in parte vado da me. Perché la Rete, madre e matrigna, non nasconde nulla e ti dice tutto quello che vuoi sapere.

Marco Simi è un personaggio notevole. Anzi, purtroppo bisogna dire che lo è stato, perché è mancato in una giornata di primavera del 2004, improvvisamente, a soli 46 anni. Lasciando, come si dice, un gran vuoto in chi lo conosceva. Dalla Rete e dal risvolto di copertina giunge la descrizione di un uomo buono, disponibile, che si metteva letteralmente al servizio degli altri. Ha creato, nella sua breve vita, associazioni umanitarie per bambini in difficoltà, ha aperto le porte della sua casa a una serie di affidi regalando la serenità a creature sbandate. Con la famiglia in cui è cresciuto ha dato asilo e conforto a ragazzi tossicodipendenti. Ha affrontato serenamente le battaglie contro la malattia della figlia e le vicende d’ingiustizie legali legate a una delle figlie in affido.

Un uomo normale, ma forte e pieno di iniziative, schietto e onesto. Come la montagna.
E del resto Marco Simi era un uomo di montagna.

Aveva trascorso buona parte della sua vita di ragazzo e poi di adulto, sulle montagne, in particolare sul Resegone, dove la sua famiglia aveva una casa, o una baita, un autentico buen ritiro.

Il Resegone io non lo conoscevo, ma anche qui la Rete amica ha rimediato alla mia ignoranza. Montagna piccola fra le montagne, nemmeno 2000 metri, dall’aspetto tipico a “denti di sega” da cui probabilmente il nome, tra le province di Lecco e Bergamo. Piccola e famosa, visto che viene nominata anche dal Manzoni nel romanzo per eccellenza, I Promessi sposi:

La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune.

Montagna a tutti gli effetti, col bosco, la neve sulle vette, la vita semplice e antica.

La quotidianità rassicurante della gente montanara, appunto, era rimasta nella pelle a Marco, che, dotato di evidente e grande creatività, aveva voluto fissare sulla carta (o sulle pagine di un computer, chissà), i suoi ricordi e le piccole grandi cose di un ambiente a rischio di estinzione.
Per chi abita in città la vita in montagna ha del folkloristico, si può sperimentare per una vacanza, ma poi è così rilassante tornare a tutte le comodità urbane.
Chi però ci nasce e ci vive, poi la montagna se la ritrova nel sangue. Non sa allontanarsene.
E chi ha il dono di saper raccontare, racconta.

Un racconto di piccole cose quello di Marco: ricordi, qualche riflessione, descrizioni di un angolo di paradiso incontaminato, di momenti belli, divertenti, magari anche commoventi, vissuti nella Ca’, dove il tempo si è fermato, e la modernità ci arriva sì, ma quasi di striscio e non sempre benvoluta. Racconti brevissimi, una pagina o due, da assaporare con calma, con i ritmi lenti della montagna stessa. Perché ci vuole il tempo giusto per fermarsi a leggere la descrizione di un piccolo corso d’acqua che noi da soli non degneremmo di un’occhiata. O la scoperta delle castagne ancora dentro ai loro ricci. O la preparazione dei fagioli con la cipolla: sembra una roba semplice da fare, ma bisogna metterci il cuore, e a seguire la ricetta di Marco si sente l’acquolina in bocca. Un po’ meno, forse, quando si parla di un certo minestrone, più saporito del solito a causa di… due candele cadute inavvertitamente, e sciolte, nel pentolone durante la cottura a fuoco lento. Gli amici non lo sanno, però giurano che quello era il minestrone più buono che abbiano mai mangiato!

Cuor gentile anche nella narrazione, Marco Simi, persino nel descrivere di situazioni ben poco romantiche, ma estremamente naturali, come il problema dell’evacuazione intestinale quando si va per monti… e vi assicuro che non è un problema da poco! Ma la sua ironia leggera assolve questo compito in modo garbato.

Mi sono ritrovata in molte delle situazioni descritte da Marco (no, non quella dell’evacuazione, giuro!!). Io sono nata al mare, e il mare è sempre nei miei pensieri, ma la montagna è la mia casa ormai da tanto, tanto tempo, forse c’è sempre stata, perché un po’ del mio DNA contiene geni che sopravvivono sopra i 2000 metri. Nel  corso di tutti questi anni ho attraversato boschi, raccolto funghi, mangiato polenta fatta sul fuoco, ho visto animali selvatici, ho attraversato corsi d’acqua corrente e limpida, sono andata lentamente e in silenzio per i sentieri, ho ascoltato i racconti di vecchi boscaioli e di chi ha vissuto la guerra da partigiano, ho visto un mondo fantastico da vette altissime e le nuvole sotto di me.
Ho apprezzato questi racconti che sebbene nati nel nord ovest dell’arco alpino, sono così simili a quelli del nord est che conosco meglio.

Lo stile di Marco è colto e semplice allo stesso tempo, non privo di personalità, come del resto lo era lui: a testimoniarlo, in coda ai racconti l’omelia del parroco al suo funerale, e la prefazione di Antonio Socci, noto giornalista e scrittore.

Insomma, è un libretto, questo dei racconti del Resegone, di cui forse i media non parleranno mai. O non con i toni che siamo abituati a sentire: non provocherà schieramenti, non riceverà onorificenze più o meno discutibili, non vedrà vendite stellari e di certo non diventerà il caso letterario dell’anno.

Non importa.

Nella bufera delle polemiche intellettuali e dei grandi numeri, c’è posto anche per una brezza leggera e fuori dal coro: la voce di Marco, da qualunque posto arrivi, aiuta a respirare.

Un grazie a chi me lo ha fatto conoscere.

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9 Risposte to “La Ca’, i racconti del Resegone, di Marco Simi (un regalo per me dalla Rete)”

  1. La Ca', i racconti del Resegone, di Marco Simi (un regalo per me … Says:

    […] Link fonte:  La Ca', i racconti del Resegone, di Marco Simi (un regalo per me … […]

  2. maria acqua Says:

    Sono la primogenita di Marco, Maria Acqua. Non ti conosco, ma ti ringrazio per le parole, bellissime, che hai voluto dedicare al libro del babbo.
    A presto, chissà.
    ma

  3. Bartolomeo Di Monaco Says:

    “vissuti nella Ca’, dove il tempo si è fermato, e la modernità ci arriva sì, ma quasi di striscio e non sempre benvoluta.”
    C’è da domandarsi, infatti, se tutto questo ambaradan che chiamiamo modernità, valga la pena.
    Marco ha dimostrato che con una vita silenziosa e semplice si possono scoprire e riscoprire quei sentimenti che ci legano agli altri uomini e ci fanno sentire uguali a loro.

  4. ramona Says:

    Grazie Maria Acqua, per me è stato un piacere leggere il libro di tuo padre e conoscerne la figura. Per questo ringrazio ancora anche l’amico Mauro.

    Un abbraccio forte e, chissà… a presto!

  5. ramona Says:

    Bart, per la mia esperienza di montagna (come sai, vi abito da oltre un ventennio, ed è comunque nel mio sangue da parte materna), posso dire che i silenzi, i paesaggi, il contatto ravvicinato con gli animali e i boschi e tutte le cose semplici che vi si trovano, sono indispensabili per ritrovare l’armonia, il giusto senso delle cose, ritmi più naturali, una boccata d’ossigeno quando l’ossigeno ci manca.
    Trovo dunque giustissime le parole di Marco.
    Del resto il nostro amico Lucio, appassionato di arrampicate, potrà essere più bravo di me a spiegare certe emozioni. Lui le vive sulla pelle e di persona, io, ormai, un po’ di striscio.
    Ciao e grazie

  6. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Proprio ieri, Ramona, sulla mia rivista ho pubblicato un articolo di mio fratello Mario intitolato “La mia passione per la montagna”. Anche l’altro mio fratello, Giuseppe, che vive nella provincia di Bolzano è un appassionato. Io sono il più pigro, la pecora nera.
    Se vuoi, puoi leggerlo qui:
    http://www.bartolomeodimonaco.it/online/?p=7813

  7. paolocacciolati Says:

    ottima lettura, Ramona!

    ciao

    paolo

  8. ramona Says:

    Grazie Paolo. Viene facile, quando ciò che leggi è bello. Ciao!

  9. Alessandra Says:

    Spero di trovarlo, ordinandolo magari. C’è bisogno di narrativa così, incontaminata, come i luoghi che vi si descrivono.

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