Tutto in una notte…(Nel cuore della Notte, autori vari, del vecchio editore)

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la copertina del volume

di cletus

Sono colpevolmente in ritardo.                Questo volume, cosi come quello di Flavio Santi “Aspetta primavera, Lucky”, l’ho ricevuto gentilmente sempre dalla stessa persona, con la preghiera di leggerlo ed, eventualmente, di scriverne poi sopra qualcosa.

Missione compiuta, grazie ad alcuni giorni di relativa calma, messo giù e sparato di gusto con la dovuta attenzione. Il “concept” è raccontare una notte, a più voci. Precisamente le ore che vanno dalle 22 alle 6 del mattino. Una notte in Italia, potrebbe essere benissimo il suo sottotitolo. Una notte raccontata a più voci, ciascuno dalla sua visuale, con il suo bagaglio di vissuto e il suo tono di voce. Proprio questa pluralità di voci rende lo scorrere dei racconti [si suggerisce di seguire nella lettura l’ordine canonico per goderne appieno] molto veloce e senza alcun dubbio intrigante.

La notte, si percepisce benissimo dai racconti, è il territorio dove ciascuno è “solo” con se stesso: con le sue paure, i suoi dolori, le piccole, rare, grandi gioie, passioni.  Le pressioni si dilatano, rimane il vuoto e a volte il vuoto spaventa. Cosi, messi a confronto, uno dopo l’altro questi racconti sono una bella fotografia sullo stato attuale del pianeta (fa niente se soprattutto per gli ultimi, quest’ultimo venga ad essere identificato per la provincia di Parma o dintorni) e hanno il pregio di rappresentare ciascuno un’ora della notte. Una notte che appartiene a tutti, tanta la varietà di toni, e inevitabile che in questo o quel racconto ciascuno corra il rischio di riconoscersi, di incontrare (magari in modo liberatorio) le sue stesse modalità di vivere questa porzione della propria vita non abitata dalla luce del sole.

Stilisticamente i racconti non hanno punti di contatto, salvo forse  gli ultimi due che sembrano quello che generalmente nelle scuole di scrittura chiamano “esercizio intorno al punto di vista”. Ossia raccontare la stessa storia ma usando come prima persona, ciascuno, rispettivamente uno dei personaggi. Il livello di scrittura è alto. A parte qualche nome noto (Morozzi, e la Ravera e ancora più in alto Grazia Verasani con uno straniantissimo poemetto in versi) gli altri sono stati un’assoluta sorpresa.

Cosa dire ancora ? Per chi avesse voglia di una lettura gestibile con il respiro di racconti tutti piuttosto brevi e si dichiarasse, una buona volta, vojeur delle emozioni altrui, come in definitiva potrebbe definirsi ciascun bravo lettore, un volume da assaporare fino in fondo, con tanta curiosa attenzione e, insieme, come la canzone di Fossati, o di almeno un suo verso, “una notte in Italia”. Ecco, un connotato comune e’ che queste sono storie tutte ambientate in Italia, e presentano il lato B di una realtà fin troppo sollecitata e sussunta nell’arido paesaggio della cronaca. Lo specchio, allora, il reciproco il dark side dove, cedute le rispettive maschere, ciascuno si misura con la propria insindacabile essenza, reagendo come può al bisogno di aggettivarsi dentro una cornice troppo stretta per contenere tutto l’immaginario.

fuoricollana-del vecchio editore 2011

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