Un’aria da Dylan, di Vilas-Mata

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la copertina del libro

di cletus

Leggere al sabato l’inserto de LaStampa, Tuttolibri, è una pratica che poi porta a farsi del male. Preso durante un viaggio a Torino, presso una bellissima libreria del Centro (incurante del prezzo pieno praticato da Feltrinelli all’interno del Lingotto), può riservare piacevoli sorprese.

Cosi è stato con questo testo. Non ho mai letto nulla di questo autore. Mi ha intrigato la recensione (anche se poi, in effetti, non è che fosse piuttosto fedele al testo..anzi).

Un’aria da Dylan è un testo che ti lascia disorientato. Meta letteratura, o dintorni. L’autore si diverte a colorare una storia in sé banale: c’e’ un padre (che muore) c’è un figlio che si porta dietro un bel conflitto con lui. E c’è la Letteratura.

E’ un testo per palati fini. Ricco di citazioni, dotato di una struttura agile che consente al lettore di entrare, con l’incedere dei capitoli, nello strano mondo di questo figlio, ossessionato dal tentativo ciclopico di costruire un archivio generale dei fallimenti. Un gioco, praticamente, nel quale l’autore è bravissimo nel tenere la storia su un binario quasi picaresco, affrescando i personaggi di una Barcellona di aspiranti autori, tutti passando da un bar all’altro, alla ricerca della Fama imperitura.

Ti lasci prendere dal tono narrativo e ascolti la favola, ridendo in alcuni passaggi che evocano le magie marqueziane, e fanno l’occhio al miglior Cortazar (quello involontariamente umorista, o fintamente serio). Ecco, la capacità di Vilas Mata è quella di farti ridere senza dartelo a vedere, lascia che sia il lettore a registrare le incongruenze, per attenta che sia la sua lettura, una fatica che viene ben ripagata: ricca com’è la sua scrittura di riferimenti, citazioni, incursioni nel mondo del cinema.

Una lettura istrionica, tipica degli idiomi spagnoli (catalani). A tratti sembra di leggere il più ispirato Vargas Llosa (almeno quello dei Quaderni di Don Rigoberto che è stato mio compagno di alcune nottate, passato a leggerlo nell’angusto wc di una camera d’albergo, trattenendo le risate tutto il tempo).

Cosa c’entri Dylan, è difficile da spiegare. Un’aria infondo è la cosa meno definibile…Ma il sottotesto, quello che ti rimane dentro, è una grande iniezione a comprendere la bellezza della creatività, un’elegia allo spirito fantastico che alberga in ciascuno di noi.

 

Vilas Mata, per altro, era uno dei pochi scrittori in lingua spagnola, apprezzato da Roberto Bolaňo. Sicuramente in forza di questa facilità di scrittura, anche a partire dal nulla, anche da un fallimento. Una metafora, che induce a guardare con benevolenza i sottili giochi del destino, come segno comunque del mistero della vita. Letteraria e non.

 

Feltrinelli 2012 €.19,00

 

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