Archivio dell'autore

“Leielui” di Andrea De Carlo. Epanalessi in romanzo per signora

ottobre 25, 2010

L’ultimo romanzo di Andrea De Carlo mi è capitato per le mani a causa di una tessera della Coop. Prima di entrare all’Ipercoop di Mondolontano io e la mia femmina di Nazgul realizziamo che l’abbiamo persa. Scuotimento di portafogli, un quarto d’ora di reciproche accuse d’aver la testa sulla luna, poi risolve tutto una materna addetta al banco informazioni, con rapida emissione di tessera sostitutiva.
Gelosi del tesoro ritrovato, appena entrati ecco che ci si para davanti una fantastica offerta solo per i possessori di tessera Coop: 30% di sconto sui best seller appena usciti!!! Miiiinchia. (more…)

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“L’imperfezione”. Un romanzo di tale R. Montanari che non è un romanzo giovanile di Raul Montanari.

ottobre 16, 2010

[Piccola nota post post: ho scritto questa recensione pensando di avere per le mani un romanzo giovanile di Raul Montanari. Suppongo invece di essere stato vittima di una burla della mia amica capo-bibliotecaria. Mi assicurò che si trattava di un romanzo di Raul Montanari, ma in effetti ricordo che sul frontespizio del libro c’era solo R. Montanari, senz’altro una leggerezza di questo oscuro Mazzaferro Editore. Invero non era presente alcuna nota biografica. Che fosse un omonimo? Roberto o Renzo o Raffaello Montanari e non Raul?
Purtroppo quel libro ora non è più in mie mani, ho dovuto restituirlo alla biblioteca. Ma, da quanto ho appreso successivamente, escludo che tale romanzo sia stato scritto dal Raul Montanari che tutti conoscono. Per correttezza nei confronti dei lettori di Bottega di lettura lascio comunque la recensione come l’avevo scritta. pc
]

Suppongo che il titolo di questo post farà incazzare come una bestia Raul Montanari.
Anzi, no, meglio scrivere farebbe incazzare come una bestia, Raul Montanari. Scrivo farebbe perchè figurati se Raul Montanari si mette a leggere questo post. E comunque ora ho poco tempo per ragionare sui modi verbali, veramente ho sempre meno tempo per fare qualunque cosa: dico, possibile che più si invecchia e meno si ha tempo per tutto? Così scrivo questo post di getto, dopo aver letto di getto questo romanzo giovanile di Raul Montanari preso di corsa ieri sera nella piccola ma agguerrita biblioteca del mio paese (dico agguerrita perchè la capo bibliotecaria è una mia vecchia amica appassionata di questi scrittori di gialli non gialli alla Raul Montanari e ha piazzato vicino all’ingresso uno scaffale di legno bianco intitolato “Primizie” dove lascia le preziosità che scova chissàdove, tipo questo semisconosciuto romanzo giovanile di Raul Montanari che dovrebbe essere la sua opera prima).
Ammetto che non è corretto parlare di romanzo giovanile a proposito di un autore che è tutt’altro che vecchio (more…)

Quando la testa è in vacanza [3]. “Honeymoon”: il miele industriale di J. Patterson.

luglio 28, 2010

Dire che la trama di questo romanzo sembra presa a piè pari dal dimenticabile film La vedova nera del 1987, non basta a squalificarlo. Anche se il calco è notevole. C’è pure l’immancabile tresca tra l’assassina e il poliziotto, peraltro più originale nel film, dato che si trattava di un approccio saffico tra dark lady (la perturbante Theresa Russell) e investigatrice (l’imperturbante Debra Winger).
Comunque, c’è da colmare container con i libri di autori-madonnine consacrati dalla critica assai più che Patterson, libri assolutamente mimetici di film, filmetti e telefim. Ma non è questo il punto. Per quel che conta il mio parere, sono piuttosto d’accordo con chi sostiene che le storie sono sempre quelle, ciò che conta è come le scrivi. (more…)

Quando la testa è in vacanza [2]. “Il circo delle anime”: l’anima europea di G. Pelecanos.

luglio 21, 2010

Una delle strip-recensioni riportate in quarta di copertina scomoda addirittura Zola. Un po’ azzardato, l’accostamento, tuttavia è indubbio che Pelecanos emerga tra i c.d. maestri americani del thriller (escluso l’hors categorie S. King) per il sovrapporre a ritmi e plot tipicamente yankee una visione e una sensibilità più “europee”.
Che ciò sia dovuto alle origini, di famiglia greca, o alla bio che lo vede partente dal basso (ha lavorato come cuoco, lavapiatti, barista, venditore di scarpe e muratore prima di pubblicare il suo primo romanzo nel 1992), o più semplicemente al talento naturale, poco importa. Quel che è certo è che dalla lettura di questo romanzo sono uscito senza il retrogusto da preparato chimico che ti lascia la gran parte della contemporanea produzione giallistica/thrilleristica/noiristica. (more…)

Quando la testa è in vacanza [1]. “Utente sconosciuto”: frappè a colazione e sesso con ritegno in Michael Connelly

luglio 13, 2010

Frappè a colazione e sesso ritenuto sono le due cose che mi restano in mente dopo aver letto Utente sconosciuto, un tascabile dalla copertina sgualcita e le pagine umidicce per dimenticanza in un angolino buio della mia libreria. Insomma, fa tenerezza che il protagonista, in un momento di alta tensione, si abbuffi a colazione con il frappè (sì che di queste temperature sarebbe una buona idea) e bordeggi con ritegno assai anglosassone la faccenda del sesso a pagamento, il filo conduttore in questo giallo-thriller di Michael Connelly proposto nel 2006 da Piemme in formato mini-pocket.
Il libretto in realtà finì in quell’angolino buio della libreria per il tramite della mia dolce metà, che peraltro nega di averlo mai acquistato, avanzando l’ipotesi che le sia stato prestato da una zia, casualmente smemorata nel richiederlo indietro. Manco fosse una cosa vergognosa spendere 4,15 euro per Michael Connelly. Un onestissimo lavorante del genere giallo, devo riconoscere. La tristezza semmai viene quando vedi certi italici tentare di copiare questi megaseller. (more…)

Francesco Recami -“Prenditi cura di me” (2010)

maggio 19, 2010

Di solito presto poca attenzione all’immagine sulla copertina di un libro. Così è stato anche per l’ultimo romanzo di Francesco Recami, Prenditi cura di me.
Solo dopo averlo terminato di leggere, ora che giace sul tavolino in cristallo, sotto il gazebo della mia villa in campagna, mentre osservo due cerbiatti brucare l’erbetta del parco mi rendo conto come in questo caso sia già tutto contenuto lì, in quell’elaborazione grafica ritagliata nel blu Sellerio.
L’immagine in copertina è una natura morta di Antonio Donghi, del 1928, un particolare raffigurante l’angolo di un vassoio con una tazzina da caffè, e un coltello in primo piano, fuori dal vassoio. E’ un’immagine che mi ricorda le opere di Hopper, specie per le linee di fuga tagliate, in diagonale, a dare l’idea di non completo, di indeterminato. Ed è un’indeterminatezza che c’entra molto con la vita dei personaggi che popolano l’ultimo romanzo di Recami. Sballottati tra un’esausta acquiescenza verso i piccoli personali fallimenti e una lotta a tratti tenera ma spesso disperata con i propri mulini a vento. (more…)

Enrico Piscitelli: “La minima importanza” – Las Vegas Edizioni (2010)

marzo 13, 2010

Purtroppo ho abbastanza anni da ricordare un vecchio televisore dei miei nonni che quando lo spegnevi l’immagine veniva risucchiata in un punto biancastro in mezzo allo schermo color muffaverde, e non è che questo punto biancastro scomparisse tutto d’un colpo, no, ci impiegava qualche secondo a dissolversi, accompagnato da uno sfrigolio elettrico tipo zanzara arrostita in sera d’estate, ma arrostita in lontananza, forse non è vero che c’era quello sfrigolio di elettrozanzara, forse ricordo male, però ricordo bene che stavo a fissare quella dissolvenza del punto centrale, poi appoggiavo la mano sul fianco del televisore a controllare che fosse ancora caldo, come per accertarmi che quella scatola avesse veramente funzionato fino a poco prima, tutto questo per dire che leggere la collezione di racconti di Enrico Piscitelli, La minima importanza, Las Vegas Edizioni, è stato per me come tornare a fissare la dissolvenza del punto bianco nello schermo del televisore, prima che scompaia dal tutto. (more…)

Confessioni di un evirato cantore, di Achille Maccapani

febbraio 12, 2010

Potrei titolare questo pezzo le cose che dovete sapere per scrivere un romanzo storico. Io è da una vita che vorrei scrivere un romanzo storico, ma mi hanno sempre bloccato mille dubbi. Come parlano le persone vissute qualche secolo fa? Che razza di dialoghi metto loro in bocca? Che pensieri vomerano i loro prati mentali? E, naturalmente, come fanno l’amore?

Queste sono solo alcune tra le domande più stupide che mi vengono in mente.

Leggendo Confessioni di un evirato cantore, di Achille Maccapani, non ho trovato esattamente le risposte che mi aspettavo, ma ci sono andato vicino. E poi mi sono ricordato di quella frasetta che al liceo buttava lì il prof di greco, leggendoci Archiloco. L’uomo è sempre lo stesso, e così i suoi pensieri.

Più che un romanzo storico, definirei Confessioni di un evirato cantore un romanzo in costume, dove il lettore si immerge nei costumi di quella che è stata l’ultima epoca di sfarzo nobiliare, il periodo tra fine settecento e inizio ottocento, a cavallo tra rivoluzione e restaurazione, prima che lo tsunami storico della borghesia spazzasse via quel mondo fatto di alte (o basse) corti.

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